Nel Canale tra Tenerife e La Gomera vivono quasi 500 balene. Tutto l'anno.
Quando portiamo i nostri ospiti in mare per il whale watching, la prima domanda è quasi sempre la stessa: "Ma sicuro che ci sono?" E ogni volta che ce la fanno, stiamo già sorridendo, perché entro venti minuti dalla costa la risposta arriva da sola.
Le acque tra Tenerife e La Gomera non sono una rotta migratoria. Sono una casa. Nel canale che separa le due isole il fondale scende a oltre 2.000 metri in pochi chilometri dalla riva. Quella profondità porta freddo, corrente e una quantità enorme di cibo (calamari, pesci pelagici) che non varia con le stagioni. I globicefali e i tursiopi che vivono qui non vanno da nessuna parte perché non hanno motivo di farlo.
I numeri sono precisi: circa 500 globicefali stanziali e circa 250 tursiopi. È una delle popolazioni residenti più dense d'Europa, con il tasso di avvistamento garantito più alto che conosciamo: nel 99% delle uscite si vede qualcosa. Non è marketing. È biologia applicata alla geografia di quest'isola.
Partiamo da Puerto Colón, a Costa Adeje. Il tragitto fino al canale dura una ventina di minuti, ma già in quel tratto si vede il colore del mare cambiare, dall'azzurro chiaro della costa al blu quasi nero che indica dove il fondo scende in verticale. I globicefali li si riconosce subito: quella fronte stondata e rotonda, quella nuotata lenta che non assomiglia a nessun altro animale. Nuotano senza fretta. Non stanno scappando né cercando niente di urgente.
Una cosa che teniamo sempre a spiegare prima di partire: la normativa alle Canarie proibisce di avvicinarsi a meno di 60 metri dai cetacei, di tagliare frontalmente la loro rotta e assolutamente di entrare in acqua con loro. Non è burocrazia: è il motivo concreto per cui queste popolazioni sono ancora qui dopo decenni di turismo marino. Siamo rigidi su questo punto, e ne siamo fieri.
Quello che ancora oggi, dopo centinaia di uscite, non smettiamo di notare è il silenzio. Il mare aperto è un posto completamente diverso da come lo si immagina dalla riva. E quando si riesce a stare fermi e in silenzio per qualche minuto, si capisce perché questi animali abbiano scelto di restare qui.
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